Esposizione in farmacia: Riflessioni e ragionamenti
Esposizione in farmacia: Riflessioni e ragionamenti. Quali dovrebbero essere i ragionamenti essenziali da fare, quando non si è specializzati nel marketing espositivo?
Le strategie usate per invogliare i clienti a comprare di più o a preferire un prodotto rispetto ad un altro, spesso sono tecniche evolute, ma altrettanto spesso trovo soluzioni poco logiche o anche del tutto illogiche
Esposizione in Farmacia: Riflessioni e ragionamenti
Dopo oltre 20 anni nel mondo #farmacia, ogni volta che vi entro, da cliente o da fornitore mi diverto ad osservare le #strategie usate per invogliare i clienti a comprare di più o a preferire un prodotto rispetto ad un altro, spesso sono tecniche evolute, ma altrettanto spesso trovo soluzioni poco logiche o anche del tutto illogiche, come totem brandizzati davanti a scaffali impolverati, sui quali vi sono ancora esposti trasandati prodotti. Ma quali dovrebbero essere i ragionamenti essenziali da fare, quando non si è specializzati nel marketing espositivo?
1. Prodotti naturali e benessere all’ingresso. Creme, integratori e soluzioni naturali per il benessere sono prodotti che evocano uno stile di vita sano e rilassato, per tanto nelle giuste condizioni, andrebbero inseriti all’ingresso, trasmettendo subito un senso di cura personale.
2. Promozioni in evidenza. I prodotti con sconti o in offerta speciale andrebbero posizionati strategicamente in punti ben visibili o in appositi display all’ingresso, per attrarre immediatamente l’attenzione e stimolare l’acquisto impulsivo, tuttavia non devono mai distrarre o sostituire l’acquisto di maggiore marginalità.
3. Articoli ad alto margine sui lati. I prodotti con un margine di profitto più elevato, come cosmetici, make up, benessere, dovrebbero trovarsi in aree meno affollate ma ben visibili, dove i clienti possono muoversi comodamente e valutare le opzioni con calma.
4. Cestini sempre disponibili. Soprattutto in farmacie di dimensioni medio grandi, sarebbe preferibile inserire cestini all’ingresso o nei punti chiave della farmacia. Un cestino vuoto invita a riempirlo, stimolando l’acquisto di più articoli di quanto si sarebbe fatto senza.
5. Quali sono le mie esigenze di stoccaggio? Se vendi prodotti, avrai bisogno di scaffali, armadi o altri mobili per riporre le scorte in modo efficiente e accessibile.
6. Prodotti complementari vicini. Prodotti come antidolorifici e antinfiammatori, disinfettanti, andrebbero inseriti in un percorso visivo, accanto a prodotti cura ferite, simulando i gesti da compiere dal nascere della problematica alla conclusione di essa. Tale discorso va espanso a tutta una serie di categorie merceologiche per le quali sono validi cicli e terapie complesse. È di fatto un modo per suggerire al cliente acquisti complementari, rendendo più facile trovare ciò di cui potrebbe aver bisogno.
7. Prodotti di uso quotidiano distanti fra loro. I prodotti più richiesti come stagionali, igiene personale, snack dietetici, andrebbero disposti in diverse zone della farmacia, spingendo il cliente ad esplorare, aumentando le possibilità di acquisti aggiuntivi.
8. Riposizionamento periodico dei prodotti di uso quotidiano. Una tecnica maggiormente adatta alla GDO, tuttavia ben cadenzata ed organizzata, anche nelle farmacie, i prodotti di uso quotidiano possono essere periodicamente spostati sugli scaffali, costringendo i clienti abituali a cercare ciò che gli serve, esponendoli a nuovi articoli che potrebbero non aver notato prima.
Queste riflessioni di fatto vanno applicate anche al supporto che rende possibile tutto ciò, il layout della farmacia, pertanto bisognerebbe assicurarsi che chi si occuperà della progettazione sia esperto di queste tematiche, tanto quanto lo è della sublime arte del vendere.
Arch. Gennaro Fiorentino The slang